"Laggiù non conoscono ancora la luce. Io farò in modo di ravvivare quell' area dimenticata. Forse tra loro ci sono i frammenti della nostra memoria. Le informazioni perse, le speranze abbandonate." (Glauco Silvestri, Address)
Finalmente durante il weekend sono riuscita a leggere seriamente i primi racconti di Glauco, tralasciando per un momento la coda di romanzi che ormai si è stabilita da tempo sul mio comodino.
Il primo approccio è stato con Address, rivisitazione in chiave moderna del Vangelo, dei dodici apostoli e della loro persecuzione. Oltre al tema originalissimo - gli apostoli fanno parte del cyberspazio - ciò che colpisce maggiormente è la capacità di calamitare l'attenzione del lettore attraverso il semplice dialogo fra i vari personaggi, evitando ogni sorta di descrizioni. Direi che l'esperimento, così come lo definisce l'autore, è perfettamente riuscito, le pagine scorrono veloci coinvolgendo pienamente il lettore.
Il secondo racconto, Il desiderio di mordere, non poteva che attrarre la mia attenzione parlando di vampiri che, come ormai qualcuno saprà, sono la mia passione. In realtà mi è piaciuta molto di più la prima parte rispetto alla seconda, perché la vicenda è vista dal punto di vista del vampiro stesso, che combatte con i suoi ricordi di essere umano e con la necessità di nutrirsi, alle prese con un corpo che muta rapidamente. La scena del combattimento è molto cruda, per cui astenersi facilmente impressionabili alla vista - pardon, alla lettura - del sangue!
magari il connubio non è dei migliori ma mentre leggevo avevo nelle orecchie Un'altra me di Sirya, un cd in cui la cantante interpreta brani di alcuni gruppi di nicchia nel panorama italiano. Le canzoni sono tutte bellissime ma fra tutte spicca Momenti, scritta da Sergio Endrigo.
ah dimenticavo....oggi ho scritto un post qui...se vi va di leggerlo...





O forse sarebbe il caso di dire arrivederci, di archiviare il caso cioccolata fondente al prossimo Natale.
Credo che finalmente stasera vedrò Io sono leggenda...e mi divertirò ad osservare tutte le piccole grandi discrepanze con il libro di Richard Matheson. Vi farò sapere!