giovedì, 31 gennaio 2008

"Penso che una delle chiavi sia proprio questa: le protagoniste sono due perdenti nella gerarchia sociale del palazzo, ma nella loro vita interiore trionfano. E in un momento in cui l'apparenza ci tiranneggia, è confortante poter sperare in una vita segreta"

Le campagne al primo sole del mattino sembrano dei paesaggi surreali. La nebbia lascia lentamente il posto ad una leggera foschia ed i raggi che riescono a penetrarla illuminano l'erba dei prati ricoperta da un sottile strato di rugiada.

Le prime gemme sui mandorli, le prime margheritine, le prime violette selvatiche...l'aria porta con sè un lieve profumo di primavera, contagiando ogni essere umano, ogni passerotto, ogni gatto che passeggia sul viale.

Non devo perdere di vista il mio obiettivo principale. Ma il mio cuore non si lascia ingannare...e mentre cerco di lavorare i pensieri si affollano e si ritrovano a cantare queste parole*:

There's a place for us,
Somewhere a place for us.
Peace and quiet and open air
Wait for us
Somewhere.

There's a time for us,
Some day a time for us,
Time together with time spare,
Time to learn, time to care,
Some day!

Somewhere.
We'll find a new way of living,
We'll find a way of forgiving
Somewhere . . .

There's a place for us,
A time and place for us.
Hold my hand and we're halfway there.
Hold my hand and I'll take you there
Somehow,
Some day,
Somewhere!

*Music by Leonard Bernstein, lyrics by Stephen Sondheim

Postato da Tzugumi alle 10:01
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In ---> monologhi interiori
lunedì, 28 gennaio 2008

 ascoltando "La metà di me" de La Piccola Orchestra Avion Travel.

Capita a volte che ascoltando un brano particolarmente bello e magari inedito si abbia voglia di farlo ascoltare ad una persona cara...capita altresì che anche leggendo un libro interessante ci piacerebbe indicarlo a quella persona per poi discuterne insieme e scambiarsi le opinioni...capita che il pensiero non abbia bisogno di troppe scuse per correre continuamente in quella direzione...

Ma poi ci si rende conto che tutto questo non è più possibile, che il muro che si è innalzato per non soffrire è diventato invalicabile.

Nonostante l'amore scorra integro nel mio sangue.

Nonostante tutto.

Postato da Tzugumi alle 10:05
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In ---> un pò di sana tristezza
sabato, 26 gennaio 2008

Ieri è arrivato il mio primo cliente. In realtà si tratta del mio ex collega di studio ed il lavoro che farò sarà ovviamente gratuito, in nome della nostra fraterna amicizia.

Però è pur sempre un inizio no? E discutere del progetto fra una tazzina di caffè appoggiata sul tavolo e la gatta che saltava dalle mie alle sue ginocchia è stato divertente.

Quando lavoravo per il vecchio capo i favori da fare per i suoi amici mi venivano imposti. Ora posso scegliere di farlo per i miei di amici.

E chissà che da cosa non nasca cosa...

Postato da Tzugumi alle 11:00
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In ---> paturnie pseudoprofessionali
giovedì, 24 gennaio 2008

 on the air: tutto il meglio dei Queen, che in materia di energia la sanno lunga...

Siccome non posso aspettare vitanaturaldurante che qualcuno si decida a dirmi com'è andato quel fantomatico colloquio e che ne sarà di me...

Siccome anche lavorando presso un altro studio la storia si ripeterebbe sempre uguale a se stessa...

Siccome ognuno è artefice del proprio destino....

Stamattina sono al mio portatile ad organizzare il mio studio virtuale, a sfruttare tutti i canali di comunicazione che mi sono concessi.

Inoltre ieri ho cominciato a distribuire un pò di bigliettini da visita ad amici e conoscenti.

Ed infine...ho compilato il modulo da consegnare al tribunale per iscrivermi nell'albo dei periti.

Credo di aver fatto tutto...per il momento. Adesso mi abbandono a fantasticare di un posticino tutto mio, con una libreria colorata, piante grasse di ogni forma, un tavolo grande, una sedia comoda ed una cesta di vimini per la mia gatta. E mi rimbocco le maniche con le dita incrociate.

* al solito, doverosa precisazione, l'immagine è presa da qui

martedì, 22 gennaio 2008

Tzugumi: Domenica mattina, passeggiando per le vie del paese fra le vetrine dei negozi aperti, è accaduto un piccolo miracolo. Una forza misteriosa mi ha spinta a prolungare il mio tragitto verso la vetrina di quella famosa libreria dove ogni volta che chiedo un testo qualsiasi la proprietaria mi guarda come se fossi una marziana. In mezzo a tante copertine colorate e appariscenti, quel libro si distingueva per rara bellezza e semplicità. Era Il coperchio del mare di Banana Yoshimoto, arrivato qui con due giorni d'anticipo rispetto alle previsioni. Sono corsa dentro come una furia e altrettanto velocemente sono uscita stringendo al petto il mio preziosissimo tesoro.

Cara Simona, il romanzo è molto bello, delicato: sono sicura che ti piacerebbe tanto e che ti identificheresti immediatamente in Mari, innamorata del suo paese, che decide di inseguire i suoi sogni, aprendo un piccolo negozio in cui ogni oggetto esprime l'amore e la cura con cui è stato scelto. Pagina dopo pagina ho scoperto che non è poi così folle emozionarsi per le meraviglie della natura e commuoversi per la bellezza delle piccole cose, anche le più insignificanti. E come da migliore tradizione della scrittrice, la storia ci insegna a non disperare mai, ad andare avanti, a circondarci di affetti intimi e di momenti privati, ad amare e ad essere amati.  

Simona: Qualche anno fa andai al cinema a vedere L’uomo senza passato di Aki Kaurismäki, regista finlandese. E’ la storia di un uomo, giocatore d’azzardo, il quale giunto ad Helsinki viene assalito e picchiato tanto che viene creduto morto e trasportato all’obitorio. Egli, tuttavia, si risveglia quasi miracolosamente… ma scopre ben presto di aver perduto completamente la memoria, di aver perso i documenti e di essere, sostanzialmente, privo di identità. Sarà per lui l’inizio, faticoso ma eccezionale, di una nuova vita: accudito da una famiglia di diseredati che vive in una baracca in periferia, andrà a vivere a sua volta in una catapecchia vicino al fiume, lavorerà per un’associazione caritatevole e si innamorerà di una donna, timida, insicura e sensibile, volontaria presso l’Esercito della Salvezza. Quando riscoprirà la sua passata identità, troverà il coraggio per fare la scelta giusta per il suo futuro. Un film ironico, surreale e divertente, ma anche una riflessione amara sulle pecche del “welfare” nordeuropeo. Pervasa di ottimismo e di speranza, la storia ci regala delle situazioni e dei personaggi - sempre controcorrente, originali e decisamente borderline - i quali, seppur immersi in un’atmosfera di drammatica povertà, trasmettono fiducia, voglia di vivere e un’intensa dignità. Sono sicura che ti piacerebbe e che, in questo momento, ci saprebbe divertire e rasserenare.

* il quadro di Hopper è stato preso da qui.

Postato da Tzugumi alle 20:58
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In ---> la sala dei cinelettori
lunedì, 21 gennaio 2008

Tutti siamo soggetti al fato. Pero' tutti dobbiamo agire come se non lo fossimo.*

Da Settembre scorso, da quella mattina in cui ho mollato tutto e tutti, ogni giorno mi accanisco fra telefonate, mail e gazzetta ufficiale, alla ricerca di uno spunto utile a risollevare le sorti della mia condizione attuale. E più la ricerca diviene infruttuosa, più il mio umore diviene pessimo.

Poi ritorno indietro con la mente, ai primi tempi in cui, giovane neolaureata, cercavo disperatamente un lavoro. E mi accorgo che le occasioni si sono presentate quasi per caso, senza che io facessi particolari sforzi per muovere gli eventi.

Quindi....quindi sinceramente non so che fare. Non so se godermi questi giorni - spero ancora per poco -  di forzata vacanza mettendomi l'animo in pace ed aspettando pazientemente o se invece inventarmi qualcosa - di preciso non ne ho proprio idea - per dare una mano al destino.

Se non muovo un dito mi sento in colpa, come se un pò di riposo dopo quattro anni di stress non fosse meritato, se sforzo il cervello e non trovo via d'uscita mi sento come un animale braccato.

Uff...che pessimo carattere che ho....

* è la frase che la strega Serafina Pekkala pronuncia nel libro La bussola d'oro. La foto proviene da qui.

mercoledì, 16 gennaio 2008

E' assolutamente errato supporre che gli altri possano comprendere i nostri sentimenti profondi. L'animo umano conserva sempre una parte ignota anche all'amico più intimo e più a lungo frequentato. Le parole sono il ponte che ci unisce agli altri esseri umani, ma deve essere un ponte completo, provvisto di parapetto e di giboshu¹. (Yukio Mishima)

 ¹ Ornamento metallico a forma di fiore d'aglio posto sulla cuspide dei pilastri dei ponti.

Postato da Tzugumi alle 15:05
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In ---> saggezza orientale
lunedì, 14 gennaio 2008

Nel film fantasy La bussola d'oro l'anima delle persone si manifesta in forma di piccoli animali, i daimon, spiriti parlanti che le accompagnano nel corso della loro vita, rimanendo sempre vicino alle loro metà corporee. Il daimon di un bambino può cambiar forma, assumendo tutte le sembianze che l'infinita immaginazione tipica di quell'età può ispirargli. Ma quando una persona cresce, il suo daimon gradualmente si mantiene in un'unica forma, a seconda del suo carattere e della sua natura. Il legame tra un essere umano e un daimon è straordinariamente forte: una persona senza un daimon, viene considerata vittima di un'orribile mutilazione.

Quando ho visto il trailer del film e seguita la spiegazione a proposito della funzione del daimon non ho potuto fare a meno di pensare al legame forte fra me e la mia gatta, a quanto essa mi assomigli nei suoi atteggiamenti, a quanto il suo benessere condizioni fortemente il mio stato d'animo.

Mesi fa, quando decisi di abbandonare lo studio in cui lavoravo, la sua presenza ha allietato le mie giornate e il dovermi prendere cura di lei con le frequenti visite dal veterinario ha in un certo senso contribuito a distrarmi e a sopravvivere pressochè indenne a quel periodo di sbandamento.

E anche adesso che la veglio, nel suo periodo di convalescenza dalla brutta tracheite che aveva contratto, lei mi impedisce di pensare, di lasciarmi travolgere dall'ansia di dover attendere.

Con i suoi occhi azzurri che mi guardano assorta, con le sue zampine bianche che cercano le mie dita, questo piccolo essere è capace di ridarmi gioia e di farmi sentire utile.

 nel sito ufficiale del film c'è un simpatico test per poter conoscere il proprio daimon. Il mio si chiama Sergius e, manco a dirlo, è un gatto selvatico.


Postato da Tzugumi alle 10:57
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In ---> monologhi interiori, aristocratici felini
venerdì, 11 gennaio 2008

Sono sempre stata invidiata per il mio inguaribile ottimismo. Riuscivo a sorridere e a trovare il lato positivo delle cose anche quando le situazioni minacciavano a volgere per il peggio. Se qualcosa andava storto nonostante tutti i miei sforzi mi ripetevo che evidentemente c'era in serbo per me qualcosa di migliore e che non dovevo far altro che attendere pazientemente.

Mi chiedo che fine abbia fatto quel magnifico atteggiamento. Non c'è nulla che riesca a soddisfarmi nè tantomeno qualcosa che abbia un senso logico. Gli avvenimenti si susseguono senza un disegno preciso, senza produrre con quel cambiamento di rotta qualcosa di buono. E non basta appellarsi a congiunzioni astrali sfavorevoli, alla luna piena o alle cattive stelle, tanto tutto rimane immutato, esattamente così come l'avevo lasciato qualche mese fa.

Generalmente mi tengo tutto dentro...dispiaceri, ansie, dolori...costruisco una corazza attorno a me che viene spesso scambiata per indifferenza e apatìa. Ci soffro tanto, ma è nella mia natura non riversare su altri il mio dolore. Pazienza se poi mi sento dire cose terribilmente ingiuste, fa parte del gioco.

 in questo periodo sto leggendo Cime Tempestose della Bronte...non escludo che il mio stato d'animo sia fortemente influenzato dall'atmosfera macabra e romantica del romanzo...

Postato da Tzugumi alle 14:52
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In ---> monologhi interiori
lunedì, 07 gennaio 2008

Per quanti nutrissero qualche dubbio...di esserci ci sono, il mio spirito è vigile e attivo. Resta solo in standby, aspettando risposte che tardano a venire...e per evitare di scrivere idiozie preferisco restare in silenzio, leggendo chi il suo mestiere sa farlo davvero.

Nulla di nuovo sotto il cielo stellato della Valle d'Itria. Giusto il mio armadio che alle sei del mattino ha cominciato a scricchiolare rumorosamente, preannunciando la prima delle due più forti scosse di terremoto che abbia mai avvertito in vita mia.

 

piccola comunicazione di servizio...la scossa citata ha messo fuori uso la linea telefonica...si attende pazientemente il lavoro dei tecnici telecom per ripristinarla.

Postato da Tzugumi alle 18:13
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In ---> comunicazioni di servizio, monologhi interiori