Fra un pezzo di crostata e una tazza di tè

Tzugumi: Come ti dicevo l’altra sera ho visto Il miracolo di Edoardo Winspeare. La storia in sé è molto semplice ed è basata essenzialmente su due personaggi: Tonio, un bimbo dolcissimo alle prese con una madre iperprotettiva ed un padre assente, che viene investito mentre con la sua bicicletta sta percorrendo una strada periferica che costeggia il mare, e Cinzia, alla guida dell’auto, apparentemente ribelle e selvaggia, che nasconde però col suo atteggiamento da dura un disperato bisogno d’amore. I loro incontri avvengono in una Taranto insolita, bellissima nei tramonti sul mare e nelle suggestioni delle coltivazioni di mitili, e struggente negli scorci della città vecchia – l’isola – e nei fotogrammi dei riti della Settimana Santa. L’ho trovato un film delizioso, senza pretese, che a tratti mi ha ricordato la dolcezza e l’ironia di Soldini per la scelta dei personaggi e per la cura dei particolari, come ad esempio i colori – il rosso soprattutto - che prendono il sopravvento nelle inquadrature dove la scena è in ombra. Il tutto accompagnato da una duplice sonorità: quella affidata alle musiche degli Officina Zoè e quella propria del dialetto della città, elemento così preponderante nella storia e caratterizzante la bellezza di alcuni personaggi – il nonno primo fra tutti – che temo risulti difficile cogliere tutte le piccole sfumature… Insomma… dovremmo vederlo insieme! E sarebbe una lunghissima visione perché sono sicura che spesso e volentieri fermerei il lettore dvd per raccontarti alcuni aneddoti della città o tradurti alcuni dialoghi!.
Simona: Sarà l’atmosfera di festa - dalle mie parti inizia presto, con la fiera, le rassegne gastronomiche e le giostre - ma l’altro giorno mi è tornato in mente il capolavoro della letteratura "infantile" - nel senso più elevato del termine! - di Kenneth Grahame, Il vento tra i salici. Lo hai mai letto? Mi è venuta voglia di comprarne una copia da conservare per i miei nipotini… "Parla del desiderio che ciascuno di noi ha di sentirsi al sicuro dentro la propria casa, e di come ciò confligga con il nostro bisogno di avventura" - recita la quarta di copertina… ed è proprio così. Da piccola lo lessi a puntate, all’interno di una raccolta di fiabe quindicinale, "I raccontastorie" (la adoravo, perché i lettori erano, in realtà, attori e doppiatori di fama che m’incantavano con le loro meravigliose voci). Il libro narra di un bosco popolato da animali parlanti: un topolino d'acqua molto assennato, una talpa, stanca di vivere sottoterra, un rospo presuntuoso e ricco, eppure molto ingenuo, e, infine, un vecchio tasso burbero, ma equilibrato e sapiente… insieme a tanti altri. Naturalmente una delle mie avventure preferite era quella natalizia, durante la quale alcuni animaletti intraprendevano un lungo e faticoso viaggio sotto la neve per festeggiare tutti insieme la vigilia. L’incanto della natura, la forza dell’amicizia: sarai d’accordo con me sul fatto che non si tratta di un semplice "libro per bambini"!