domenica, 29 aprile 2007
"La poetessa Kay Ryan ha dichiarato al Christian Science Monitor che spesso le sue poesie nascono "come le perle nelle ostriche: da un'irritazione". Ma il suo scopo ultimo è liberare il lettore. "Mi piace pensare che la buona poesia arricchisca di ossigeno l'atmosfera, che faciliti la respirazione". Secondo me questo passaggio dall'irritazione alla liberazione è una strategia che potresti applicare proficuamente nelle prossime settimane, Sagittario. Se accetti di inglobare quello che ti disturba, alla fine creerai una nuova zona di aria libera per te stesso e per tutti quelli che ti circondano."

E le cose che mi disturbano sono veramente tante, troppe. Forse è arrivato il momento di fare un pò di pulizie di primavera....
Postato da Tzugumi alle 16:11
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venerdì, 27 aprile 2007
"Il blog in fondo è come un condominio, dove tutti sanno di tutti", me lo hai detto ieri. Ed è anche vero che il mio carattere schivo e riservato contraddice poi la voglia di raccontarsi in rete, dove tutti possono leggere.
Però io continuo a non capire, non mi spiego tutta questa curiosità. Io non ne ho per quelle persone che insistono a voler sapere. E mi chiudo a riccio, come spesso accade in questi frangenti.

Postato da Tzugumi alle 12:10
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martedì, 24 aprile 2007
Miracolo in studio. Stamattina ho acquistato l'Espresso con relativo cd dei Doctor 3 - la serie è quella del jazz italiano - su segnalazione de latendarossa. Durante il pomeriggio lo abbiamo ascoltato in studio e....miracolo, puzzola ha cominciato ad animarsi e a canticchiare. Gli piace il jazz!!!!
Giovedi mi porto la scorta....
Postato da Tzugumi alle 21:00
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martedì, 24 aprile 2007
Oggi fa un caldo quasi estivo e concludere lucidamente il solito giro di cantieri comincia ad essere sempre più difficile, soprattutto perchè la maggior parte sono tutti all'aperto, senza possibilità di ombra alcuna, magari con materiali che catturano i raggi solari, e quindi il calore.
Scegliere l'abbigliamento adatto in questi frangenti è sempre un bel problema. Le norme di sicurezza vorrebbero, fra gli altri, un paio di scarponcini antinfortunistica ed un bel caschetto. Ma sfido chiunque a bardarsi come se dovesse fare una gita in montagna con queste temperature. Così generalmente io preferisco i classici jeans, maglietta e scarpe da ginnastica.
Oggi osservavo l'ingegnere che era con noi per il sopralluogo. Fresco di laurea, con giacchetta elegante, camicia sbottonata sul petto, sigaro in mano e scarponcini di cuoio....di sicuro avrà voluto fare il figo....bella impresa quando ai piedi si ha una pentola a pressione invece di un paio di scarpe!
Postato da Tzugumi alle 10:24
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lunedì, 23 aprile 2007
Nel mio giro di routine fra le pagine dei blog che leggo abitualmente noto che quasi la metà di essi sono ormai in standby. C'è chi è scomparso....chi non aggiorna da circa un mese...chi si è preso la pausa di riflessione...sarò mica io a portare sfiga?
Postato da Tzugumi alle 16:04
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domenica, 22 aprile 2007
Leggo oggi sul sito di Brezsny il mio oroscopo della settimana.

Il poeta William Carlos Williams diceva che la sua tecnica creativa poteva essere riassunta in questa frase: "Nessuna idea se non nelle cose". Voleva vedere il mondo com'era realmente, senza teorie su quello che poteva significare. Nel suo saggio Rucksack poetry: how haiku found a home in America (Poesia da zaino: come l'haiku ha trovato casa in America), Andrew Schelling riprende l'approccio di Williams: "Questo preciso momento! Quel corvo malandato! Questa serata di luna, Quella pioggia fredda sul tuo teschio! Eccoti lì, abiti il tuo corpo con chiarezza animale, con i sensi spalancati, e nessun preconcetto o idea astratta può contaminare l'esperienza in sé". Secondo i presagi astrali, Sagittario, il tuo compito ora è trovare o creare cinque momenti di purezza nei quali incarnerai questo stato.

Non so se sarà più arduo il compito di creare questi momenti o quello di capire che cavolo c'è scritto in questo oroscopo.....
Postato da Tzugumi alle 21:36
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venerdì, 20 aprile 2007
Oggi non so cosa mi prenda. Ho sonno, un sonno tremendo, di quello che a malapena ti fa tenere gli occhi aperti. Tutto questo nonostante abbia dormito bene e mi sia svegliata al solito orario. Chissà, sarà colpa del clima o di questo principio di allergia che mi ha colpito ultimamente.
C'è da dire che pur nella mia catalessi odierna sono sempre più attiva della puzzola, che oggi pare si sia messo in sciopero bianco. Forse a causa dell'immane sforzo di ieri - ha finalmente scoperto come si fa la proiezione sulle ruote e a cosa servono queste ultime! - oggi sembra davvero assente. Se il telefono squilla lui non risponde, se il capo chiede di fargli una telefonata lui è sordo, se c'è da prendere la posta al piano di sotto lui sosta davanti alla porta in contemplazione mistica. Anche quando gli ho chiesto di accompagnarmi a rimettere al loro posto alcuni documenti in archivio sembrava su un altro pianeta.
"Devo venire anch'io?" mi ha detto con la sua vocina stridula.
"E certo, non sono mica un sollevatore di pesi professionista!"...per la cronaca dovevamo trasportare tre faldoni di un progetto, enormi e pesantissimi.
Che si sia innamorato? Che sia in crisi ormonale? Di certo se gli ormoni hanno un loro odore....è in pienissima crisi, col caldo che aumenta stargli accanto è sempre più difficile, prima o poi dovrò fargli un discorso da sorella maggiore.
Postato da Tzugumi alle 13:12
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mercoledì, 18 aprile 2007
Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina.

Non importa dove si trova, com'è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.

Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.

Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po' arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi.

Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po' meglio che pensare che sono rimasta proprio sola.

Nei momenti in cui sono molto stanca, mi succede spesso di fantasticare. Penso che quando verrà il momento di morire, vorrei che fosse in cucina. Che io mi trovi da sola in un posto freddo, o al caldo insieme a qualcuno, mi piacerebbe poterlo affrontare senza paura. Magari fosse in cucina!


(da Kitchen di Banana Yoshimoto. Traduzione dal giapponese di Giorgio Amitrano, Feltrinelli Editore, 1988)
Postato da Tzugumi alle 21:19
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mercoledì, 18 aprile 2007
Oggi appena arrivata in studio Gio mi ha presa da parte pregandomi di tenergli il gioco.
"Sai, stavo dicendo a Puzzola che mia figlia sta studiando le proiezioni ortogonali e ho scoperto che lui non conosce le proiezioni sulle  ruote" mi fa lui serissimo.
Io faccio appello a tutte le mie forze per non ridere, poi penso proiezioni sulle ruote? ma non ci cadrà mai, è uno scherzo talmente assurdo! Così faccio finta di nulla e comincio a lavorare.
Più tardi, rimasti soli, Puzzola mi chiede sottovoce "Su che libri posso documentarmi per questa proiezione sulle ruote? Sai, non è che posso ricordarmi tutto quello che ho fatto a scuola".
Ed io, basita dallo stupore e indecisa sul cosa rispondergli ho optato per un "Guarda i manuali tecnici sullo scaffale, lì troverai tutte le proiezioni esistenti".
Dovrebbe scoprire a breve che quelle sulle ruote non esistono ovviamente...a meno che non dica che i libri che abbiamo sono incompleti!
Postato da Tzugumi alle 13:17
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martedì, 17 aprile 2007
Stamattina sono stata col grande capo a fare un sopralluogo presso l'officina di un artigiano-genio che di solito realizza la maggior parte dei nostri lavori. E mentre ero intenta a fare schizzi e fotografie ho sentito qualcosa che si strusciava dolcemente contro le caviglie...era una micia! Bellissima, un manto nero con ciocche rosse, due occhioni gialli, di piccola statura ma tutta rotonda e morbida. Ho scoperto che quella è la mascotte dell'intero capannone. Si aggira indisturbata fra le zone dove si eseguono le varie lavorazioni, senza mai farsi cogliere impreparata da una scintilla o dal passaggio del ferro. Lei è tranquilla, sa che nessuno può farle del male. E così partecipa attivamente alla vita di questa officina: mentre discutevamo di alcuni dettagli tecnici si è persino sdraiata sui miei piedi pretendendo un grattino sulla pancia. Uff...anch'io voglio una micia con me nello studio...la puzzola non mi basta più
Postato da Tzugumi alle 12:56
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