Piccola riflessione sul genere femminile appartenente alla mia categoria lavorativa. Oggi in studio sono arrivate due "tizie" che dovevano consegnare al mio capo l'invito per un convegno.
In una manciata di secondi le squadro da capo a piedi. Ora, intendiamoci, non è che la mia massima aspirazione nella vita sia quella di "analizzare" comportamenti e vestiario di certi soggetti, però credo che in certi casi sia davvero impossibile non accorgersi di certi elementi.
Le "tizie" in questione sono il classico articolo "il" in coppia. Una, altissima e secca come un chiodo, indossa un parka pseudomilitare con pantaloni jeans aderenti e scarpe alla "cowboy" (definizione gentilmente concessa dal mio collega) , chioma bionda riccia fino alle spalle con fascia alla "Paris Hilton" in testa ed occhialoni da sole stile "mosca" o alla "Bono". L'altra, nana-armonica nonostante il tacco 10, sfoggia una mise sadomaso composta da giacca in pelle nera aderentissima, jeans aderenti, stivali sexy neri con tacco argentato, chioma corvina liscia e occhiali simili a quelli della sua consorella.
Sparite dietro la porta dello studio guardo il mio capo e chiedo "ma quelle due saranno mica miei colleghe?!?"
Lui mi guarda con ancora la bava alla bocca e mi risponde a sua volta con una domanda, cosa che odio..."perchè?"
"Beh....le sto immaginando conciate così in cantiere, con il tacco incastrato nella betonella"
Segue silenzio tombale. Poi forse, tornato alla realtà dal richiamo alla professione, stringe le spalle e mi dice sorridendo "sai, il collega L. ama circondarsi di questi soggetti...non tutti hanno la fortuna di avere una giovane collega bella, competente nellsuo lavoro soprattutto in cantiere"
Tzè. Ho soffiato sulle mie unghiette e ho ripreso ad occuparmi del mio progetto.
Tzugumi batte sciampiste 1-0!