mercoledì, 28 giugno 2006
Ritorno dal corso verso lo studio...una voce interiore mi dice di cambiare strada...passo casualmente da una libreria piccolissima e, mentre sono al telefono con mia madre, la congedo immediatamente dicendole che ho da fare. Il libro campeggia splendido nello scaffale in vetrina. Entro...è mio!!!

Postato da Tzugumi alle 22:04
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mercoledì, 28 giugno 2006

Il capo quest'anno è in vena di perle di saggezza. L'ultima in ordine di tempo è la bolletta dell'Enel, secondo lui troppo cara. Per cui ha provveduto a fare dei tagli sui consumi da lui ritenuti "superflui".

Vittime illustri del nuovo clima di austerity sono i gruppi di continuità dei pc e il condizionatore.

Ieri mattina, non si sa bene per quale motivo, c'è stata l'interruzione dell'energia per circa una mezz'ora. Io ovviamente stavo disegnando. Il monitor è come esploso, e contemporaneamente la sirena dell'allarme ha cominciato a suonare all'impazzata, all'unisono con le mie imprecazioni perchè 1. forse non avevo salvato da parecchio il file, 2. forse il computer non si sarebbe ripreso dalla botta ricevuta.

Fortunatamente nè l'uno nè l'altro. Ho dato seguito alla conferenza stampa sui gruppi di continuità, questi sconosciuti, elementi utilissimi perchè ti permetto di salvare il file e spegnere il computer senza ammazzarlo. Ed inoltre non consumano poi tutta questa energia, dovendo solo di tanto in tanto rifornire la batteria interna.

La seconda vittima illustre, si diceva, è l'aria condizionata. Non possiamo accenderla. Ora, che consumi un bel pò è lampante, ma non vedo quale nefandezza abbia mai commesso nella mia vita per dover trascorrere la mia giornata di lavoro con 40° gradi all'ombra e relativo autospurgo sotto la finestra che, capirete certamente, non posso certo tenere chiusa!

Devo cercare un ventilatore piccino con relativo pannello solare.....

Postato da Tzugumi alle 13:14
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lunedì, 26 giugno 2006
Grazie alla partita oggi godo di un intero pomeriggio a casa, al fresco delle mie colline. La mattinata in studio non è stata poi tanto male, forse perchè ho lavorato quasi tutto il tempo con le cuffiette alle orecchie e la colonna sonora di Veronica Mars a tutto volume.
Cerebroleso non è venuto, evidentemente vuol chiudere la sua ultima settimana in studio in bellezza non capendo ( e come potrebbe daltronde) che le circostanze richiedono professionalità in ogni caso. Poco male.
Cretinetti è in fibrillazione. Insofferente a tutto e tutti. Ha tentato un paio di vie crucis al mio cospetto per lamentele varie nei confronti del capo, l'ho rispedita al mittente, ho deciso che lo sportello "reclami" d'ora in poi non sarà più aperto. Devo pensare a me stessa, decisamente.
Postato da Tzugumi alle 17:14
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sabato, 24 giugno 2006
Sgrunt....in libreria manco sapevano chi è Banana Yoshimoto...mi vien da piangere....
Postato da Tzugumi alle 21:14
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sabato, 24 giugno 2006
Graditissima sorpresa nella mia casella di posta oggi. La newsletter della Feltrinelli mi avvisa che è uscito il nuovo libro di Banana Yoshimoto! Sono contentissima, stasera di corsa e per forza in libreria a comprarlo

Qui di seguito l'articolo in merito:

“Non cercate la felicità”. Incontro con Banana Yoshimoto
di Paolo Salom, tratto da “Corriere della Sera”, 22 giugno 2006

“La felicità? Arriva all’improvviso, indipendentemente dalla situazione e le circostanze del momento, tanto da sembrare spietata. In qualsiasi condizione, e con chiunque ti trovi. Non puoi prevederla in alcun modo. È impossibile crearsi la felicità da soli, secondo i propri desideri. Può arrivare un attimo dopo, oppure non arrivare, per quanto uno possa aspettare. È imprevedibile come lo sono le onde e il tempo”. Se la felicità è una variabile legata al caso, la disperazione è invece una costante ineluttabile. In altre parole, Banana Yoshimoto non è ancora stanca del dolore. Diventata mamma mentre scriveva il suo ultimo libro, si è affrettata a finirlo perché “avevo paura che la maternità mi potesse impedire di mettere sulla carta storie molto tristi”. E le parole citate poco sopra dalla protagonista di Ricordi di un vicolo cieco - il racconto che dà il nome alla nuova raccolta della scrittrice giapponese, in libreria da oggi - rivelano al lettore come l’ormai ex ragazza prodigio di Kitchen non voglia ancora discostarsi dai binari espressivi che l’hanno resa famosa in tutto il mondo. “Ho deciso volontariamente di trattare argomenti molto cupi - spiega -. Sono interessata a tutto quanto nasce dentro le persone, alla stratificazione delle loro esperienze tragiche. Mi interessa capire come si comportano gli esseri umani nel momento del dolore. Solo, temevo che avendo un figlio si sarebbe atrofizzata la mia capacità di raccontare la sofferenza”.
Non è stato così. I personaggi di Banana Yoshimoto, 41 anni (è nata a Tokio nel luglio 1964), moderni Giobbe orientali, si muovono negli spazi angusti della loro esistenza senza imprecare per la loro condizione. Accettano il loro destino tragico (un tentativo di omicidio, il ricordo di un’amicizia disperata, uno stupro e così via) evitando ogni forma di ribellione. E riscattando la propria esistenza nella riscoperta della possibile felicità, fatta di rapporti umani, affetti ritrovati e semplicità del vivere. “Giobbe? Ho letto la Bibbia anche se non ricordo questo personaggio nei particolari - sorride Banana -. Posso però dire che la forma, l’archetipo del dolore esiste in tutti noi esseri umani, non è differente a seconda della provenienza. Anche in Giappone ci sono personaggi che possono essere paragonati a Giobbe. E alla fine tutti imparano a trovare il proprio riscatto nella riscoperta dei legami e nell’interazione con gli altri. Dentro o fuori dalla famiglia, dal vincolo di sangue”. Banana ammette serenamente di amare particolarmente la protagonista di Ricordi di un vicolo cieco, una giovane che ritrova l’amore e la voglia di vivere nel dialogo con Nishiyama, il proprietario di una taverna tradizionale giapponese. Il locale si chiama Fukorokoji, appunto Vicolo cieco, una metafora evidente delle pene inevitabili dell’esistenza. “Lei, la protagonista, mi assomiglia parecchio”, conferma la scrittrice, appena rientrata a Tokio da un viaggio nelle Hawaii. Banana è presissima dalla sua nuova condizione di genitrice. Trova il tempo per parlare del suo libro dopo aver finalmente messo a letto il bambino. “Sono una mamma giapponese tradizionale. Cerco di dedicare tutto il tempo possibile a mio figlio che ha tre anni e alla mia famiglia”. In realtà, una “mamma giapponese tradizionale” avrebbe abbandonato il lavoro al momento del matrimonio per occuparsi del marito, della casa e dei futuri figli. Banana Yoshimoto si è sposata solo religiosamente (in Giappone è meno importante della cerimonia civile) riuscendo così a mantenere il suo cognome all’anagrafe e certo non ha rinunciato al suo mestiere. “Sono una donna fortunata: mio marito, che si occupa del benessere altrui (è un massaggiatore, ndr), mi aiuta molto. Ma talvolta per scrivere mi tocca stare sveglia tutta la notte”.
La Yoshimoto, capostipite di una generazione di scrittrici donne ammiratissime nel loro Paese come Yu Miri e Yoko Ogawa, appare insomma al tempo stesso dentro e fuori dalla tradizione. Ma quello che ai nostri occhi di occidentali può apparire una contraddizione, è del tutto normale nel Paese dove convivono due religioni antitetiche come il buddismo e lo scintoismo (quasi tutti i giapponesi le professano entrambe), dove la cultura occidentale si è (felicemente?) innestata nella millenaria tradizione autoctona, dove i treni superveloci Shinkansen viaggiano accanto a edifici in legno e carta, dove geishe in kimono servono il tè esattamente come mille anni fa. Ed è del tutto accettabile soprattutto se viene da una scrittrice osannata e considerata addirittura un’erede delle prime autrici in lingua giapponese, agli albori della civiltà del Sol Levante. Insomma, come la dama di corte dell’era Heian Murasaki Shikibu (973-1025? d.C.), Banana Yoshimoto si ritrova, per le sue scelte, isolata dalla società, normalmente una condanna in Giappone, per essere invece additata ad esempio. “Per me - spiega ancora Banana Yoshimoto - è una condizione al tempo stesso dura ma comoda”. Agli albori della letteratura in Giappone, gli uomini scrivevano in cinese, la lingua colta del tempo, mentre le donne - chiuse nei ginecei - usavano il giapponese per descrivere la loro vita. “Così è sbocciata la letteratura giapponese: è nata donna”.
Ed è per questo che Banana è venerata quasi come una dea a Tokio. Ma le similitudini finiscono qui. Perché Banana, non dimentichiamolo, è l’autrice che ha tradotto in letteratura il mondo dei manga, i fumetti giapponesi, con i tipici personaggi sognanti - assolutamente moderni - destinati a un pubblico adolescente e ansioso di trovare il proprio spazio in una società dove ogni desiderio deve incanalarsi in un prontuario infinito di convenzioni da assimilare. Inoltre ha mantenuto negli anni la sua cifra espressiva acerba, semplice e anche infantile. “Quando ho cominciato a pubblicare - dice - era un modo spontaneo di tradurre sulla pagina le storie che immaginavo. Con il tempo è diventato un lavoro volontario e consapevole: io desidero scrivere così”. E il suo rapporto con l’Occidente? Che cosa può dire la scrittrice giapponese universalmente considerata la più “occidentale” del Sol Levante? “Io mi servo di tutti i parametri della mia tradizione, la natura, gli oggetti e il mobilio di uso quotidiano come il tatami, il futon e il cibo per raccontare storie dove i personaggi si muovono e parlano come milioni di coetanei in Occidente. Certo, di fronte alle difficoltà, i miei personaggi agiscono da giapponesi. Per esempio, soffrono tutti di incomunicabilità. Per risolvere un problema non si affidano al confronto, si muovono in solitudine. In realtà, per persone della mia generazione, l’apporto della cultura occidentale è ormai un dato di fatto. Nemmeno ce ne accorgiamo più. È un bene? Un male? Il Giappone ha perso la guerra, diciamo che ci siamo fatti piacere la cultura di chi ci ha sconfitto. Se c’è stato scontro, è stato solo all’inizio”. Infine, che dice dell’Italia? “Semplice, è un Paese che adoro. Posso dire di soffrire di mal d’Italia se non la visito almeno una volta ogni sei mesi. A proposito, Dario Argento ha in mente di tornare a girare un film? Sarei capace di prendere l’aereo soltanto per vedere in anteprima la sua nuova opera...”.
Postato da Tzugumi alle 13:47
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venerdì, 23 giugno 2006
Finalmente venerdi!!! Ho due giorni da trascorrere tranquilla nella mia campagna all'aria fresca e soprattutto pulita! Niente smog, niente caldo, niente afa insopportabile perchè il capo tirchio non vuole accendere il condizionatore...insomma, niente di niente!!!
Buon weekend a tutti voi...spero di completare al più presto il mio passaggio da Virgilio...link compresi!
Postato da Tzugumi alle 18:53
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venerdì, 23 giugno 2006

Bene, finalmente il mio primo post fresco fresco di stampa su splinder.

Come sapete purtroppo ultimamente il tempo da dedicare al mio blog è sempre più ristretto, sono successe troppe cose e troppe altre temo ne succederanno, impegnandomi ancora maggiormante col lavoro. Ma non demordo!

La novità più eclatante è che Cerebroleso a fine mese lascia lo studio. Quando nessuno ormai credeva che quell'uomo avrebbe mostrato le palle (oddio, è una parola un pò grossa!)...comunque dicevo, come un fulmine a ciel sereno il mio adorato mononeurone ha annunciato al capo che comincerà un nuovo lavoro presso una grossa ditta agli inizi di Luglio.

Il capo l'ha presa bene, secondo me i rapporti si erano ormai talmente deteriorati che non era il caso portarli avanti più di tanto. Il nuovo geometra l'ha presa un pò meno bene, non potrà più dilungarsi nel suo cazzeggio quotidiano.

Come l'ho presa io? Da una parte sono contenta che la coppia più idiota del mondo si divida, almeno sul lavoro, perchè i loro siparietti alla Sandra e Raimondo e i loro gridolini da bradipi in amore erano diventati davvero intollerabili. Dall'altra so che buona parte delle cose che faceva lui toccherà farle anche a me, con lo stesso trattamento economico di ora, ovviamente. Dovrò cercare di non farmi tirare dentro, non ho proprio il tempo nè la forza di fare il mio ed il suo lavoro.

Dal canto suo il nuovo geometra, la "cuccuacia" come gentilmente suggeritomi da Giacomo, è un essere imperscrutabile. Ci sono momenti in cui parte all'attacco del cantiere, altri in cui resta ipnotizzato davanti al computer, altri ancora in cui si esibisce nella sua danza stile ruota di pavone per attirare l'attenzione. Credo di non sopportarlo, ma andandosene Cerebroleso giustamente solo un suo pari poteva prenderne il posto.

La tirocinante è simpatica e solare, molto allegra. Ha solo un repertorio musicale del dopoguerra...e sul piano lavorativo io sto ancora attendendo i risultati. Vabbè, le darò ancora tempo, dopotutto è alla sua seconda settimana.

Il corso procede abbastanza bene, se non altro per l'aria condizionata gratis pomeridiana gentilmente offerta dalla struttura che ci ospita. Il clima demenziale fra noi corsisti è a livelli altissimi, va di pari passo con l'aumentare della temperatura esterna. C'è sempre il solito rompiscatole del "primo della classe" che ama far domande quando la lezione sarebbe ormai finita costringendoti a restare...ma stiamo provvedendo a fargli un paio di scarpette di cemento e di portarlo al mare...non si sa mai!

E ora...un altro pò di thè freddo, poi torno a lavorare....Buon weekend :)

 

 

Postato da Tzugumi alle 13:02
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mercoledì, 21 giugno 2006

Giusto per continuità col vecchio blog...trascrivo gli ultimi post scritti...così non perdo il filo e mi abituo più facilmente al cambiamento di casa :)

Non facciamoci l'abitudine...

Due post consecutivi? Non ci posso credere...non fateci l'abitudine però, sarà un caso raro, almeno fino al luglio prossimo :)

Visto che oggi ho un pò di tempo in più posso raccontare qualcos'altro della mia vita nell'ultimo periodo.
In studio c'è un pò di clima da bufera...Cretinetti e Cerebroleso non godono più delle grazie del capo ed è una lite continua...in aggiunta c'è un sottofondo incessante di brontolii e musi lunghi...insomma, se non fosse per il mio lettore mp3 la permanenza mattutina non sarebbe granchè piacevole.
Circa i due nuovi arrivati posso senz'altro dire che la giovane architetto è molto simpatica e discretamente brava, almeno sotto indicazioni impartite, poi bisognerà vedere nel tempo...ma ha un buon carattere e questo già mi consola.
Il nuovo geometra invece non riesco ancora a classificarlo...è un tipo strano, a volte taciturno e pensieroso, altre volte fin troppo loquace tanto da raccontarmi cose di lui di cui io farei tutto sommato volentieri a meno. Credo che comunque gli darò il soprannome di "Civetta" (renderebbe meglio nel nostro dialetto ma non so come scriverlo...) perchè quando lavoro tende sempre a starmi dietro con il fiato sul collo.
Detto fra noi non so sinceramente dire se lo faccia perchè interessato al disegno o alla sottoscritta...vabbè, gli farò presente la fedina che porto al dito ;)
Al corso gli animi si sono un pò placati, si comincia a scambiare qualche parolina in più e c'è più complicità.
Ieri c'è stata la lezione di un avvocato...volevo morire, mai sentito niente di più noioso. Il solito saputello ha fatto domande citando articoli e commi...avremmo voluto ammazzarlo...qualcuno c'è andato molto vicino! Cominciano a girare le dispense con delle clip art oscene: non credo che gli edili sarebbero contenti di vedere come li si rappresenta nei corsi! Per il resto è tutto uno sfoggio di presentazioni in power point.
Evviva!

15/06/2006 01:55 pm


Nuove dal mondo del corso...

Non ho tempo purtroppo per passare a salutare tutti, ma ho letto i vostri commenti e...innanzitutto grazie a voi :) Poi, per soddisfare la richiesta di Gloutch e l'accorato appello di Haiku vi aggiorno sull'andamento del famigerato corso. Fra le tre giornate appena trascorse quella meritevole di lode è sicuramente quella di ieri. Per due volte consecutive è venuto un docente che, oltre a parlare sottovoce e a disperarsi ogniqualvolta un argomento non era stato toccato dagli altri colleghi (si, vabbè, ma lui che ci stava a fare???), andava in crisi d'astinenza da fumo ogni quarto d'ora. Ma la cosa più divertente è successa durante il test di approfondimento. E' stato un test di verifica a sorpresa, potete immaginare il nervosismo generale. Comunque...prendiamo le fotocopie delle domande a risposta multipla e cominciamo a metter su delle croci. Leggendo mi accorgo di quesiti idioti stile "In quale D. Lgs. si afferma che...bla bla bla", aventi come risposte tre DPR e un D.Lgs. Come chiedere il colore del famoso cavallo bianco di Napoleone. Ma non mi ero accorta della cosa più divertente. Essendo una fotocopia di test già fatti, si era pensato bene di coprire col bianchetto la croce e di riscrivere la lettera corrispondente alla risposta esatta a mano...con carattere palesemente diverso da quello di stampa. Insomma, il test era già bello che pronto. Ovviamente lo abbiamo fatto presente. Alla fine abbiamo provato a coprire le risposte giusto per soddisfazione personale, un pò come si fa con i quiz della scuola guida. Non mi dilungo oltre. Sono appena sopravvissuta alla lezione di quattro ore di un avvocato. Ho bisogno di riprendermi!!! Baci a tutti voi :)


14/06/2006 09:47 pm



Un passaggio veloce...

Lo so, non sono granchè presente questi giorni. Purtroppo il corso assorbe gran parte delmio tempo, se aggiungete poi che ai famosi Cretinetti e Cerebroleso si sono affiancati due altri strani personaggi e che a me è stato affidato il compito di svezzare la nuova tirocinante...il quadro è completo. Abbraccio tutte le persone che sono passate a salutarmi...avrò modo di andarle a trovare nei loro blog. Ai prossimi giorni :)


11/06/2006 05:04 pm

Nuove dal corso...


Ieri c'è stata la seconda lezione del famoso corso che sto frequentando.
Alla galleria di personaggi presentati nel precedente post, devo aggiungere altri tre soggetti. In realtà la fonte di ispirazione me l'ha fornita una persona sola...però credo che anche separatamente la cosa possa avere una sua logica.

- il timidone, quello che arriva trafelato in aula facendo un percorso stranissimo (per intenderci non va da A a B in linea retta, ma esegue una serie di arabeschi!). Poi magari si siede vicino a te chiedendoti se "è libero questo posto" oppure se "è questa l'aula del corso sulla 494". E muovendosi con grazia da elefante, quando viene chiamato per firmare la presenza, inciampa nella sedia fra il boato generale.

- il ruminante, quello che nelle successive quattro ore di corso ha sempre in bocca la stessa gomma e che tiene attiva la mascella, facendo su e giù rumorosamente.

- il pittore, quello che invece di prendere appunti disegna dei grandi rettangoli con la biro riempiendoli uniformemente di inchiostro, con tratti rapidi e violenti. Di solito consuma una penna a lezione ed è capace di perforare 20 fogli in un colpo solo.





Postato da Tzugumi alle 13:49
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